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giovedì 01 novembre 2007

Ancora Logo...

Un post del blog di Wired del 15 ottobre si domanda che ne è del linguaggio Logo a quarant'anni dalla sua nascita. Chi scrive è evidentemente una persona che ha fatto dell'informatica la sua professione. Ricorda le prime esperienze con la tartaruga-triangolino dell'Apple II e come, dalla curiosità da bambino, sia nata la passione per l'informatica.
"Stavo imparando, ma le mie esperienze non assomigliavano ad una lezione. Era divertente!"
Anche a me è capitato di incontrare un paio di brillanti giovanotti (italiani) che hanno fatto della programmazione e dell'informatica la loro professione. Avevano un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni, l'età dei miei ex alunni; mi hanno raccontato che quando facevano le elementari e le medie le prime esperienze di programmazione le hanno fatte proprio con il Logo e non hanno avuto dubbi nell'affermare che quei primi approcci sono stati essenziali per lo sviluppo successivo dei loro interessi.
D'altra parte è sufficiente leggere le numerosissime risposte al post di Wired di persone che rievocano con un pizzico di nostalgia le loro Logo stories per capire che in effetti, almeno in qualche caso, il Logo ha lasciato un segno positivo nel percorso formativo di molte persone.

E' un po' anche per questo che mi ostino da anni a proporre il Logo come un'attività essenziale e fondamentale per la scuola. Questo nonostante l'interesse di insegnanti, genitori, educatori a vario titolo e soprattutto delle istituzioni vada in direzioni affatto diverse. Da una parte l'istruzione "addestrativa" (ECDL), dall'altra la rincorsa affannosa alle ultime novità degli strumenti tecnologici (e-learning, podcasting, software interattivi e spettacolarizzati...).
Ma la dimensione del "comprendere" vero e proprio, della curiosità cognitiva, il piacere della scoperta "in proprio" o del provare a vedere "cosa succede se...", dimensione che la vecchia e umile tartaruga sembrava garantire, viene un po' dimenticata.
Adesso poi, nel momento in cui, secondo il nostro ministro, è più importante sapere che il Colle di Cadibona divide le Alpi dagli Appennini piuttosto che avere un'idea di che cos'è una variabile e di come la si può usare, le cose si fanno più difficili e lo spazio per l'"informatica" a scuola si riduce ulteriormente.

Personalmente però non rinuncio e provo a rilanciare alcune proposte.
Didattica con LogoHo dedicato uno spazio web alla didattica con Logo. Lo spazio è rivolto soprattutto ai colleghi che vogliano farsi un'idea di quanto oggi esista a livello di versioni Logo (e Logo-like) disponibili; di quali siano proprietarie e quali free; dell'età degli studenti cui si adatti ciascuna versione; di quali siano gli ambiti di studio preferenziali e peculiari...
Si tratta di versioni che ho avuto modo di verificare e provare direttamente. Non si tratta certo di tutte le versioni disponibili che sono molte di più di quelle che sono riuscito a provare.
Manca poi decisamente un'area di discussione sulla possibile didattica concreta, su come ci si possa organizzare, in questa situazione reale della scuola italiana, per fare Logo a scuola. Nonostante alcuni miei sporadici tentativi di attivare un interesse di gruppo su questo tema, nulla del genere ha preso vita.
Speriamo che questo ennesimo spunto possa avere miglior fortuna...

Posted by Alessandro Rabbone at 6:17 PM
Edited on: giovedì 01 novembre 2007 6:40 PM
| Categorie: Didattica