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venerdì 07 settembre 2007
La rivincita di grammatica e tabelline
Stavo leggendo i documenti "estivi" del Ministero e tentando qualche
riflessione sia sugli Assi culturali (regolamento
sull'obbligo dell'istruzione) sia sulle Indicazioni
Nazionali quando l'uscita mediatica del ministro su giornali e TV mi
ha colpito con violenza...
Raramente ho giudicato prese di posizione
pubbliche così grossolane e sensazionalistiche. Nelle precedenti uscite
sui videogiochi violenti, sugli insegnanti fagnani, sul bullismo, sugli
esami di riparazione, il nostro ministro non mi era piaciuto granché, ma
ho sempre pensato che queste dovevano far parte, in fondo, di un
comportamento imposto dal ruolo.
Ma ora comincio a ipotizzare che ci
sia qualcosa di più.
Non può non risultare evidente la distanza di stile, ma anche di
contenuti, tra i documenti di cui dicevo e le affermazioni mediatiche.
Sembrano,
in tutta onestà, appartenere a progetti politici molto differenti. Il
documento sugli assi culturali soprattutto, dopo tanto pedagoghese
confuso, tabelle, schemi ed elenchi di obiettivi vaghi ed indefiniti
sembra finalmente rimettere ordine tra i concetti, essenziali per chi
insegna, di “competenza”, “abilità” e “conoscenza” e fare finalmente
chiarezza con un linguaggio comprensibile e condivisibile sulle finalità
della scuola dell’obbligo. Le stesse Indicazioni Nazionali pur tra molte
possibili critiche nel dettaglio - per esempio sul ruolo biecamente
“strumentale” e assai poco “cognitivo” svolto dalle tecnologie impiegate
nella didattica - hanno comunque il pregio, rispetto al passato, di
essere più comprensibili, più sintetiche e soprattutto ordinate
sistemicamente rispetto ai tre ordini di scuola (infanzia, primaria e
secondaria di I grado).
Le recenti dichiarazioni di Fioroni invece,
sono andate ben al di là di una necessaria semplificazione comunicativa
per il mondo dei “non addetti”; rimpallate soprattutto dalla stampa,
puntavano soprattutto ad accreditare un immagine di governo “serio”,
severo il giusto e attento alla conservazione dei “veri valori” della
scuola. Un tentativo quasi di scavalcare la destra.
Trovo davvero
curioso che Forza Italia, quasi spiazzata, sia stata costretta a
definire il progetto come un progetto “passatista”.
Che
tutto questo abbia a che fare con le “grandi manovre” per un’alleanza
politica centrista presidiata dal nascituro Partito Democratico?
Non
si intuisce forse un parallelismo con la recente richieste di “giro di
vite” sul tema dell’ordine pubblico (lavavetri ecc.) sostenuto da alcuni
sindaci di quella area? (Cofferati propone perfino l’arresto per chi
imbratta i muri della città).
Il coro di assensi compiaciuti e trionfalistici dei “disciplinaristi” ha
trovato la propria massima espressione nell’articolo
di Paola Mastrocola sulla Stampa di mercoledì 5, che, riprendendo i
temi dei “Segmenti e bastoncini”, è arrivata a chiedere il ripristino
delle poesie a memoria e della calligrafia. E a quando le “aste” per
“imparare” a scrivere?
Ciò che preoccupa sono le conseguenze possibili.
I genitori, ma
anche molti insegnanti, leggono solo i giornali e guardano solo la TV.
Non vanno a leggersi le pagine delle Indicazioni e dei documenti sugli
Assi culturali per la scuola dell’obbligo.
I genitori sono
rassicurati da un punto di vista emotivo. L’immagine di scuola
prospettata da Fioroni in questi giorni assomiglia sempre di più a
quella che "loro" hanno frequentato, quando non c'erano troppe
tecnologie e diavolerie varie. Ciò che è conosciuto, o si suppone di
conoscere, piace sempre di più e, soprattutto, spaventa di meno.
La
stessa immagine rischia di rassicurare e legittimare quella parte di
insegnanti che non si sono mai posti domande sulla pedagogia, non si
sono mai occupati di tecnologia, che hanno fatto i corsi di
aggiornamento sbuffando e solo per adempiere ad un dovere burocratico.
Questo fatto che grammatica, nomi di fiumi, tabelline e poesie a memoria
contano di più di inglese e informatica li riporta all'onor del mondo.
Infatti la grammatica, le capitali e le tabelline le sanno,
l'informatica e l'inglese no. Sanno anche I Sepolcri a memoria e
forse, dopo aver letto Mastrocola, stanno già programmando di iniziare
l’anno facendo imparare ai bambini Pianto antico.
Edited on: venerdì 07 settembre 2007 12:29 AM
| Categorie: Vita della scuola