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sabato 11 agosto 2007
Scratch. Per imparare i concetti base della programmazione.
"Oggi, attraverso il computer, si può accedere ad un'incredibile varietà di giochi interattivi, storie, animazioni, simulazioni ed altri tipi di programmi dinamici ed interattivi. Ma, per lo più, tali programmi sono unidirezionali: si può soltanto sfogliare e cliccare ciò che altri hanno creato; non si può progettare e creare in proprio...."
Con questa premessa SCRATCH
presenta sè stesso. Con l'obiettivo di ampliare notevolmente le
possibilità di inventare e programmare al computer per chi programmatore
non è o per chi non padroneggia alcun linguaggio di programmazione.Si
tratta di un'applicazione piuttosto leggera, liberamente e gratuitamente
scaricabile.
Una volta installata, basta davvero poco tempo per
imparare a compilare pezzi di codice e script attraverso blocchi grafici
(non è necessario scrivere). I blocchi sono semplici da usare, ma,
combinati opportunamente, possono restituire animazioni e comportamenti
interattivi anche piuttosto sofisticati.
Parente stretto di molte
versioni Logo, ma più semplice ed immediato, oltre che decisamente
orientato alla multimedialità, non costringe chi lo utilizza a studiare
e a ricordare complessi e a volta astrusi comandi (le primitive). Le
intestazioni dei blocchi infatti, traducibili, con un semplice click del
mouse, in molte lingue tra cui l'italiano, sono immediatamente
comprensibili e facilmente utilizzabili.
Il feedback circa la
correttezza dei propri ragionamenti è dunque immediato; questo anche
perché gli script possono essere modificati durante l'esecuzione del
programma.
Scratch, realizzato e curato dal Lifelong Kindergarten Group del Media Lab del MIT (Massachusetts Institute of Technology) in realtà non è solo una bella e funzionale applicazione open source molto adatta all'apprendimento attivo. E' un vero e proprio progetto educativo che si pone l'obiettivo di creare una shared community ed una cultura costruzionista intorno alla pubblicazione condivisa dei progetti ed al conseguente scambio, con questi, di idee e suggerimenti. Infatti dal pannello dell'applicazione, una volta realizzato il proprio progetto, è sufficiente cliccare sul pulsante "share" per pubblicare il progetto stesso sul sito di Scratch. Qui il progetto potrà essere contrassegnato, commentato e classificato sia dallo stesso autore, sia dagli altri utenti. Un vero e proprio ambiente di condivisione in rete dunque, così come avviene per le fotografie con Flickr o per i video con YouTube...; un ambiente, che, tra l'altro, in pochi mesi di vita può già contare oltre ventimila progetti ed altrettanti iscritti.
Inutile dire che Scratch potrebbe rappresentare per la scuola del primo
ciclo (ma non solo) una grandissima opportunità. Non solo si tratta di
un ambiente che non costa assolutamente nulla, né per l'applicazione, nè
per la pubblicazione in rete e che richiede solo un po' di buona volontà
da parte dell'insegnante. Si tratta soprattutto di un progetto fondato
su solide basi pedagogiche.
Ecco come, in un altro documento, vengono
presentati gli obiettivi di apprendimento:
"Cosa imparano i
ragazzi quando creano storie interattive, animazioni, giochi, musica e
computer art con Scratch?
Soprattutto essi si appropriano di idee
relative alla matematica ed alla programmazione che vengono costruite
durante l'esperienza con Scratch. Quando creano programmi in Scratch
essi imparano concetti base come l'iterazione e le condizioni.
Acquisiscono anche la comprensione di importanti concetti matematici
come quella di coordinata, variabile, e casualità.
Significativamente,
gli alunni imparano tali concetti in un contesto dotato di senso e
motivante. Quando i ragazzi imparano le variabili in modo tradizionale,
normalmente non sentono molto l'utilità del concetto per i propri fini
personali. Ma quando le imparano nel contesto di Scratch le possono
usare immediatamente in una maniera veramente significativa: per
controllare la velocità di un'animazione, o per tenere traccia del
punteggio del gioco che stanno realizzando..."
Rimane solo da sperare che la scuola italiana, tutta presa nel dibattito filosofico tra "personalismo" e "individualismo", ma che poi lamenta gravi insuccessi nell'apprendimento della matematica, sappia scendere su di un piano un po' più pragmatico e cogliere opportunità come questa.
Edited on: sabato 11 agosto 2007 11:21 PM
| Categorie: Didattica