« novembre 2007 | Home blog | agosto 2007 »

venerdì 07 settembre 2007

La rivincita di grammatica e tabelline

Stavo leggendo i documenti "estivi" del Ministero e tentando qualche riflessione sia sugli Assi culturali (regolamento sull'obbligo dell'istruzione) sia sulle Indicazioni Nazionali quando l'uscita mediatica del ministro su giornali e TV mi ha colpito con violenza...
Raramente ho giudicato prese di posizione pubbliche così grossolane e sensazionalistiche. Nelle precedenti uscite sui videogiochi violenti, sugli insegnanti fagnani, sul bullismo, sugli esami di riparazione, il nostro ministro non mi era piaciuto granché, ma ho sempre pensato che queste dovevano far parte, in fondo, di un comportamento imposto dal ruolo.
Ma ora comincio a ipotizzare che ci sia qualcosa di più.

Non può non risultare evidente la distanza di stile, ma anche di contenuti, tra i documenti di cui dicevo e le affermazioni mediatiche.
Sembrano, in tutta onestà, appartenere a progetti politici molto differenti. Il documento sugli assi culturali soprattutto, dopo tanto pedagoghese confuso, tabelle, schemi ed elenchi di obiettivi vaghi ed indefiniti sembra finalmente rimettere ordine tra i concetti, essenziali per chi insegna, di “competenza”, “abilità” e “conoscenza” e fare finalmente chiarezza con un linguaggio comprensibile e condivisibile sulle finalità della scuola dell’obbligo. Le stesse Indicazioni Nazionali pur tra molte possibili critiche nel dettaglio - per esempio sul ruolo biecamente “strumentale” e assai poco “cognitivo” svolto dalle tecnologie impiegate nella didattica - hanno comunque il pregio, rispetto al passato, di essere più comprensibili, più sintetiche e soprattutto ordinate sistemicamente rispetto ai tre ordini di scuola (infanzia, primaria e secondaria di I grado).
Le recenti dichiarazioni di Fioroni invece, sono andate ben al di là di una necessaria semplificazione comunicativa per il mondo dei “non addetti”; rimpallate soprattutto dalla stampa, puntavano soprattutto ad accreditare un immagine di governo “serio”, severo il giusto e attento alla conservazione dei “veri valori” della scuola. Un tentativo quasi di scavalcare la destra.
Trovo davvero curioso che Forza Italia, quasi spiazzata, sia stata costretta a definire il progetto come un progetto “passatista”.
Che tutto questo abbia a che fare con le “grandi manovre” per un’alleanza politica centrista presidiata dal nascituro Partito Democratico?
Non si intuisce forse un parallelismo con la recente richieste di “giro di vite” sul tema dell’ordine pubblico (lavavetri ecc.) sostenuto da alcuni sindaci di quella area? (Cofferati propone perfino l’arresto per chi imbratta i muri della città).

Il coro di assensi compiaciuti e trionfalistici dei “disciplinaristi” ha trovato la propria massima espressione nell’articolo di Paola Mastrocola sulla Stampa di mercoledì 5, che, riprendendo i temi dei “Segmenti e bastoncini”, è arrivata a chiedere il ripristino delle poesie a memoria e della calligrafia. E a quando le “aste” per “imparare” a scrivere?

Ciò che preoccupa sono le conseguenze possibili.
I genitori, ma anche molti insegnanti, leggono solo i giornali e guardano solo la TV. Non vanno a leggersi le pagine delle Indicazioni e dei documenti sugli Assi culturali per la scuola dell’obbligo.
I genitori sono rassicurati da un punto di vista emotivo. L’immagine di scuola prospettata da Fioroni in questi giorni assomiglia sempre di più a quella che "loro" hanno frequentato, quando non c'erano troppe tecnologie e diavolerie varie. Ciò che è conosciuto, o si suppone di conoscere, piace sempre di più e, soprattutto, spaventa di meno.
La stessa immagine rischia di rassicurare e legittimare quella parte di insegnanti che non si sono mai posti domande sulla pedagogia, non si sono mai occupati di tecnologia, che hanno fatto i corsi di aggiornamento sbuffando e solo per adempiere ad un dovere burocratico. Questo fatto che grammatica, nomi di fiumi, tabelline e poesie a memoria contano di più di inglese e informatica li riporta all'onor del mondo. Infatti la grammatica, le capitali e le tabelline le sanno, l'informatica e l'inglese no. Sanno anche I Sepolcri a memoria e forse, dopo aver letto Mastrocola, stanno già programmando di iniziare l’anno facendo imparare ai bambini Pianto antico.

Posted by Alessandro Rabbone at 12:20 AM
Edited on: venerdì 07 settembre 2007 12:29 AM
| Categorie: Vita della scuola