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martedì 06 marzo 2007

convegno sul Logo a Salerno

Sono stato a Salerno... Un convegno sul Logo. E dopo tanti anni non mi sono ancora stufato. Non si tratta solo delle novità tecnologiche (le nuove versioni di MicroMondi ecc.)
Non mi sono ancora stufato perché ogni volta ritrovo in chi partecipa interesse e passione pedagogica; ritrovo colleghi insegnanti che hanno ancora voglia di stare ad osservare i bambini e di pensarli protagonisti attraverso il racconto delle loro esperienze cognitive. un momento del convegno

L'occasione è stata la presentazione di un libro: il terzo quaderno del Centro Intermedia, dedicato ovviamente alle esperienze Logo e al costruzionismo di S. Papert.
Mi colpisce, leggendolo, ritrovare dopo 25 anni e più, tanti racconti di percorsi professionali simili al mio. Il primo approccio con il Logo negli anni '80 con il Commodore 64 e simili, i primi entusiasmi, i primi laboratori allestiti tra mille difficoltà...
libro 'logo, micromondi, robotica'L'usare il Logo a scuola non è una pratica di massa, sia ben chiaro, ma un certo numero di belle esperienze in Italia è pur sempre presente. Basta leggere il libro o sfogliare il DvD allegato, per renderesene conto. E' pur sempre presente un gruppetto di insegnanti che forse sono troppo timidi, o forse troppo lontani dai virtuosismi verbali del buro-pedagoghese, o forse, semplicemente e pragmaticamente, hanno solo voglia di pensare ai ragazzi ed alla didattica...
E' l'impressione che ne ricavo leggendo Clelia Ferrario o Rosario Formica o il davvero coinvolgente intervento di Roberto Bergonzini di Castelvetro Modenese. Ed è la stessa impressione che provo quando al convegno incontro, di persona, Serena Simoncini, Maria Luisa Zampetti e lo stesso Michele Baldi che ha curato il libro.
Tutti fermamente convinti che usare Logo nella scuola non significa solo usare una tecnologia più adatta o accattivante, ma significa cambiare concretamente (e quotidianamente) il proprio punto di vista su cosa significa "imparare".

La cosa strana è che questo gruppetto di persone sparse un po' per tutta Italia, ma così vicine per storia professionale e per convinzioni pedagogiche, non abbia mai tentato d'incontrarsi ne' in modo virtuale, ne' di persona.

Non sarà arrivato il momento di farlo?

Posted by Alessandro Rabbone at 3:51 PM
Edited on: martedì 06 marzo 2007 6:41 PM
| Categorie: Vita della scuola